Sabbia... sabbia fine che mi scivola tra le dita...
Sono alcuni giorni che questa immagine mi insegue. La vita è sabbia, sabbia fine e bianca che mi scorre tra le dita...
Riflettevo sulle cose che ho, che mi sono successe, che ho imparato... e ho capito due cose fondamentale di me: la prima è che io amo ogni cosa. Amo tutto della vita, amo tutti coloro che ne fanno parte, amo gli avvenimenti, le esperienze, le cose che ho imparato e quelle ancora da imparare. La seconda cosa che ho scoperto di me stesso, è che non so scegliere...
Bianco o nero? Tutti e due. Responsabile o folle? Entrambi? Mare, montagna, pianura, barca, scalate, sci, astronomia, cucina o meccanica? Tutti li voglio... Esco con questo amico o quest'altro? Meglio rapper o punk bestia? Donna sensuale, docile e coccolosa o maschiaccio con capelli corti e tatuaggi?
Eccolo lì, il punto debole del Joker... il mio nervo scoperto, il mio tallone d'Achille... Il grande e unico dilemma che può tormentare ciò che sono. Io voglio tutto, io voglio ogni cosa, io voglio essere ovunque, fare tutto, avere tutto... e tutti. Un Joker (o jolly) che può essere ogni cosa, prendere il posto di ogni altra carta...
E' come se ogni persona, ogni istante, ogni esperienza, sia sabbia... Io vogli prenderla tutta, tenerla tutta con me. Ogni singolo granello è prezioso. E' la mia sabbia, è la mia vita... non ne voglio perdere nemmeno un granello.
Ma la vita scivola... è fine... I granelli scivolano tra le mie dita, non riesco a trattenerli tutti... E' sabbia bianca, fine, morbida... è la mia vita che scorre tra le mie dita e io non la posso fermare.
E alla fine tutto ciò che riempie il mio cuore si sbriciola e scivola via... come in una grande clessidra...
E' la cosa che più mi fa male... La vita scorre e le cose che ne fanno parte vanno perse...
E' così triste invecchiare, è così triste lasciarsi alle spalle la vita... La vita è così bella, ci sono così tante cose da fare, così tante persone da conoscere...
E se di dieci, cento, mille cose, una vita consente di farne solo tre, o quattro... come scegliere? Come posso dire: "Questo, piuttosto che quest'altro". Si sceglie certo, si sceglie per forza... ma tutto ciò che non si è scelto resta lì, rimpianto, domanda eterna "come sarebbe stato se"...
Lo so, è la vita: l'asprezza della scelta è ciò che da importanza alle cose, è ciò che ci fa scoprire chi siamo, cos'è davvero importante, ciò che ci rende unici... e poi? Dopo queste scelte, scelte a volte dettate dal caso, da dove siamo nati, da cosa ci è stato insegnato... cosa resta dopo? Cosa rimarrà tra cento anni delle nostre scelte così difficili, delle cose a cui abbiamo rinunciato a favore di quelle che abbiamo tenuto e che comunque dopo un periodo di tempo abbiamo perso comunque? Che valore hanno davvero quelle scelte, se comunque la nostra vita è destinata a concludersi e tutto ciò che siamo stati a sparire?
Sì, il Joker ha paura della morte. Il Joker ha paura del tempo che scorre... Non della fine in sé, ma del disfacimento, della sabbia che scorre, di quel granello che prima era nella mia mano brillante e poi è scivolato via, diventando un ricordo... E' così... alla fine ogni cosa diventa un ricordo e ciò che rimarrà sarà una pace tranquilla, abitata da un mare di ricordi. Un deserto sconfinato di sabbia, la sabbia che mi è scivolata via tra le dita...






