"La tua formazione sia senza forma. In questo modo anche le spie più abili non avranno nulla da scoprire, né un esperto potrà elaborare una straregia efficace contro di te.
La forma che vince i molti, non appare ai molti. Dopo la vittoria, la mia forma sarà palese a tutti. Prima dell a vittoria, nessuno sa la forma che impiegherò.
Perciò, la forma che fa conseguire la vittoria non è ben definita, ma muta ogni volta."
Sun Tzu, L'arte della guerra
La forma che vince i molti, non appare ai molti. Dopo la vittoria, la mia forma sarà palese a tutti. Prima dell a vittoria, nessuno sa la forma che impiegherò.
Perciò, la forma che fa conseguire la vittoria non è ben definita, ma muta ogni volta."
Sun Tzu, L'arte della guerra
Ebbene sì, nella mia "fase scacchi" ho riscoperto questo grande classico cinese: spesso criptico, può essere compreso appieno forse solo da chi è davvero illuminato. Fa riflettere che venga fatto leggere a tutti i più grandi manager delle maggiori multinazionali del mondo.
Nella mia microscopica esperienza del mondo, anche io voglio dare la mia interpretazione, di questi tre passi che ho ricopiato. L'essenza dell'essere, la purezza, l'assenza di forma. L'ho vista negli scacchi, ne ho parlato nel mio post di ieri: quel meccanismo complesso, apparentemente incomprensibile, che al momento giusto si scatena e diviene chiaro, in tutta la sua devastante potenza. Non vale solo per gli scacchi o per la guerra: è vero in ogni aspetto della vita: l'essere.
"Essere" è molto difficile... è qualcosa che va in profondità dentro di noi: fa soffrire come non possiamo neppure immaginare, è faticoso, difficile. Cadere nel "fare", nel mentire a sé stessi, è molto molto facile...
"Essere" è molto difficile... è qualcosa che va in profondità dentro di noi: fa soffrire come non possiamo neppure immaginare, è faticoso, difficile. Cadere nel "fare", nel mentire a sé stessi, è molto molto facile...
Disciplina... Sembra incredibile, ma ci va una grande disciplina per essere, per abbandonare ogni forma e ogni "forma pensiero". Serve molta disciplina, perché serve molta forza, molta astuzia: serve così tanto esercizio, da rendere automatiche, naturali alcune cose. E dopo tanto studio, bisogna dimenticare ogni cosa...
Togliere la ruggine, la crosta, che ricopre l'opera d'arte che siamo, richiede studio, pazienza, sacrificio, abnegazione, chiarezza di spirito e di pensiero. E' emblematico il percorso delle arti marziali. In molti conoscono la sequenza dei colori delle cinture: cintura bianca, gialla, verde, blu, marrone, nera.
Non tutti conoscono il motivo, di questa sequenza: il novizio che si avvicina alla pratica è puro, bianco. La sua mente è una tela vuota, da riempire. Proseguendo nei gradi, questa tela viene "sporcata": sì, sembra incredibile, ma è questo il termine. Il praticante perde la sua purezza: la disciplina, la meccanicità e il ripetersi dei gesti, lo porta a limitare la sua mente, a restringere la sua conoscenza ai concetti. Molti concetti, certo, ma pur sempre limitati.
Ancora meno, infatti, non sanno che arrivare alla cintura nera non è il fine di un percorso di arti marziali. Quando si raggiunge la nera, si ha raggiunto il massimo di nozioni e capacità "fisico-tecnica": ma si è solo a metà strada. Raggiunta la cintura nera, inizia un nuovo percorso: un percorso che punta ad abbandonare quello che è il "fare" la disciplina e spinge verso "l'essere" la disciplina.
E' una parte meno fisica e più emotiva: si medita molto, si viaggia, si cambia. Cambiare, cambiare spesso gesti, percorsi: dopo una vita passata ad imparare l'arte, ripetendo centinaia di volte gli stessi movimenti, ecco che tutto ciò deve essere dimenticato.
Resterà, alla fine del percorso, solo ciò che è essenziale: solo ciò che è per noi. Solo ciò che conta. Sensazione, traspirazione, intuizione. La "non forma", il massimo livello spirituale di un guerriero. Potrà sorprendere che a quel livello, che viene chiamato "10° dan", il colore della cintura è nuovamente bianco. Il praticante non è più sporco, la tela è stata ripulita: non solo, può essere dipinta e ricancellata ogni volta. Certo non è il bianco dell'inizio: è il bianco che ha attraversato tutti i colori. Non è il finto paradiso dell'inconsapevolezza, ma il vero paradiso di chi ha visto l'inferno con i suoi occhi e ne è uscito purificato.
Ecco l'assenza di forma, l'essenza, l'illuminazione: dove le trappole della mente (paura, sfiducia, stanchezza, delusioni, illusioni) non trovano più spazio. Lo stato in cui si sente la "musica del mondo"...
La mia pigrizia è cronica; la confusione nella mia mente è tanta; la sfiducia nelle mie capacità... enorme. Manco totalmente di disciplina... E ho 30 anni... che sono tanti, forse troppi. Non ho un maestro che possa guidarmi... né il tempo, la voglia, i soldi...
Ho davvero il coraggio... di abbandonarmi? Senza la forza e la disciplina necessarie, abbandonarsi significa andare incontro alla distruzione...
Ecco l'assenza di forma, l'essenza, l'illuminazione: dove le trappole della mente (paura, sfiducia, stanchezza, delusioni, illusioni) non trovano più spazio. Lo stato in cui si sente la "musica del mondo"...
La mia pigrizia è cronica; la confusione nella mia mente è tanta; la sfiducia nelle mie capacità... enorme. Manco totalmente di disciplina... E ho 30 anni... che sono tanti, forse troppi. Non ho un maestro che possa guidarmi... né il tempo, la voglia, i soldi...
Ho davvero il coraggio... di abbandonarmi? Senza la forza e la disciplina necessarie, abbandonarsi significa andare incontro alla distruzione...






