domenica 14 ottobre 2012

La gerla

E' normale sentirsi esausti alla mia età?
Non ho ancora 30 anni... e ogni passo sembra costare una quantità di energie vasta come l'oceano. E non solo io: ascolto le persone attorno a me e sento sempre le stesse parole. "Sono stanco."

Siamo un mondo di esausti? Senza battaglie, senza sogni, senza speranze, senza entusiasmo?
Cerchiamo risposte, arranchiamo nel buio alla ricerca di una luce?
 
Mi è venuta in mente questa immagine: tutti noi camminiamo con una gerla sulla schiena.
Quando nasciamo la nostra gerla è vuota, leggera e noi possiamo volare col corpo e con lo spirito.

Crescendo, però, iniziano le resposabilità: così mettiamo delle pietre nella nostra gerla. Dobbiamo affrontare scelte difficili: altre pietre... Ci proibiamo ciò che vorremmo, ci neghiamo i nostri sogni, nascondiamo la nostra personalità per adeguarla a quella del gruppo, del mondo, della religione, del lavoro, della società... Altre pietre... Ad ogni evento di questo tipo, la nostra gerla diventa sempre più pesante.

Tuttavia, i sassi dalla gerla si possono anche togliere: ogni volta che seguiamo il nostro cuore, ogni volta che ci ribelliamo alle imposizioni, alle usanze stupide, ogni volta che vinciamo una sfida contro il mondo e contro noi stessi.

Va da sé, se siamo ragazzi nel pieno della ribellione ormonale, è più facile svuotare la propria gerla. Crescendo, però, aumentano le responsabilità, i doveri e i divertimenti calano... Quindi sono molto più i sassi che mettiamo nella gerla, di quelli che togliamo. E così ci sentiamo esausti e... non abbiamo più voglia di camminare sul sentiero della vita, figuriamoci di correre o volare...

E' difficile (anche se non impossibile) liberarsi di questo peso completamente: tornare a quella condizione selvatica, estatica, del bambino con la mente sgombra da ogni paura, con una folle e piena fiducia nella vita: con quell'entusiasmo e curiosità inarrestabili...

E' certamente possibile e nemmeno troppo complicato cercare di togliere almeno qualche sasso... se non altro per camminare un po' più leggeri. Almeno per smettere di arrabbiarsi con la vita.

Il primo passo, ovviamente, è volerlo fare: il primo passo e smettere di vedere tutto nero, ma cercare quella luce, quella che cerchiamo sempre, ma che ormai abbiamo perso la speranza di trovare... Quella luce, in realtà, c'è, c'è sempre stata ed è dentro di noi. Siamo noi la luce che cerchiamo.

Il primo passo, la prima pietra da togliere, è quindi questa: smettere di pensare che non siamo importanti, smettere di pensare che non meritiamo. Smettere di credere che la nostra luce debba venire dal di fuori, che siano religioni, vestiti, lavoro o amori. La nostra luce siamo noi, il nostro eroe siamo noi, la nostra guida siamo noi. Dobbiamo solo ricordarlo.

Allora ogni giorno, appena svegli, prendiamoci un po' di tempo per noi. Restiamo ad occhi chiusi e sentiamo tutto il peso della nostra gerla carica di sassi sulla schiena, che fa desiderare di poter dormire un altro po', che ci toglie l'entusiasmo per alzarci e goderci questa splendida giornata che la vita ci ha concesso.

Togliamo un sasso. Uno solo. Sentiamo più leggeri, sentiamoci vivi, sentiamo importanti; per il mondo forse non conteremo nulla, ma per noi stessi siamo tutto...



2 commenti:

  1. Non sai quanto stanca possa essere io...

    Firmato bloggherAntica (aka Reddie)

    RispondiElimina
  2. Una generazione di esausti...
    Proviamo a togliere qualche pietra, male non può fare

    RispondiElimina

I commenti non saranno più pubblicati